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Apprendistato: novità da CCNL e Jobs Act

Quando si parla di apprendistato si ha l’impressione di entrare in un terreno minato. O, meglio, di entrare in un labirinto di norme; trovare la via d’uscita è difficile. In realtà il CCNL per i dipendenti del settore Turismo e Pubblici Esercizi, siglato il 28 maggio 2014, permette di superare queste difficoltà, delineando un quadro tutto sommato chiaro.

Successivamente l’intesa siglata tra Federalberghi, Faita e sindacati il 1° agosto 2017 – ispirata dagli articoli 43 e 45 del decreto 15 giugno 2015, n. 81), meglio conosciuto con il nome di Jobs Act – ha fornito ulteriori chiarimenti per ciò che riguarda la disciplina contrattuale dell’apprendistato.

Ma andiamo con ordine, partendo dal CCNL Turismo e Pubblici Esercizi. Che riconosce nell’apprendistato uno strumento “prioritario sia per l’acquisizione delle competenze utili allo svolgimento della prestazione lavorativa, sia per la creazione di percorsi orientati tra sistema scolastico e mondo del lavoro utili a favorire l’incremento dell’occupazione giovanile”.

Tipologie e contratti di apprendistato

In primis vengono fissate le varie tipologie di apprendistato: il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, che si rivolge per lo più alla fascia di età compresa tra i 15 e i 18 anni; il contratto di apprendistato professionalizzante o “contratto di mestiere”; il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, per la specializzazione tecnica superiore.

Anche ai disoccupati, ai lavoratori in mobilità e a coloro che seguono percorsi di riqualificazione per il reinserimento lavorativo possono essere applicati i contratti di apprendistato, ma a patto che non vadano in contrasto con le norme vigenti.

I contratti di apprendistato – che possono essere anche part time – durano non meno di 6 mesi e variano a seconda del livello da conseguire: dal secondo al quinto 36 mesi, per il sesto 24 mesi (mentre non è ammesso per il primo, per il sesto super e per il settimo).

Previste anche delle deroghe per figure professionali analoghe a quelle artigiane (48 mesi) o che in tale ambito sono caratterizzate da specifiche competenze tecniche (60 mesi).

Quanti apprendisti si possono assumere

Il CCNL dà chiarimenti anche relativamente al numero di apprendisti che si possono avere in organico: bisogna sempre mantenere le dovute proporzioni tra numero di apprendisti e persone addette alla loro supervisione.

Questa tabella fissa i paletti:

Numero di lavoratori qualificati o specializzati presente in azienda Numero di apprendisti per micro imprese (fino 9 lavoratori in forza)Numero di apprendisti per aziende con 10 o più lavoratori in forza
Da 0 a 2fino a 3fino a 3
Da 3 in poi fino a 1 apprendista per ogni lavoratore qualificato o specializzatofino a 2 apprendisti ogni 3 lavoratori qualificati o specializzati

Per quanto riguarda gli orari, il CCNL precisa che gli apprendisti non possono fare straordinari o svolgere lavori supplementari, mentre i minori non possono lavorare di notte (ma in questo caso le deroghe, a determinate condizioni, non sono escluse).

Gli obblighi del datore di lavoro

Ma quali sono gli obblighi del datore di lavoro? Lo spiega l’articolo 59 del CCNL: deve fare dell’apprendista un lavoratore qualificato, attraverso un’adeguata formazione.

Che va computata all’interno dell’orario di lavoro. E che deve in ogni caso concludersi entro la data di scadenza del contratto di apprendistato.

Così come vanno accordati i permessi per consentire all’apprendista di sostenere gli esami per conseguire il titolo di studio.

La retribuzione degli apprendisti

Altro aspetto importante riguarda la retribuzione: per il primo anno di apprendistato è previsto il 60% della paga del livello di destinazione, il secondo anno si sale al 70%, il terzo all’80%, il quarto all’85%, il quinto al 90%.

L’apprendista non può lavorare a cottimo, né è possibile proporgli incentivi. Al tempo stesso non possono essergli affidati lavori che non siamo strettamente legati al suo mestiere o che richiedano sforzi maggiori rispetto alle sue forze.

Gli obblighi dell’apprendista

Naturalmente anche l’apprendista ha i suoi obblighi: oltre a seguire le istruzioni del suo tutor (che può coincidere con lo stesso datore di lavoro, nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti), deve essere diligente sul lavoro e partecipare alle attività formative previste.

Salvo scelte diverse – recesso dal rapporto di lavoro, seguendo le disposizioni legislative in materia – il rapporto tra le parti prosegue regolarmente: l’apprendista diventa lavoratore a tutti gli effetti, con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Al lavoratore subordinato viene riconosciuta la qualifica conseguita.

La formazione degli apprendisti

L’articolo 63 focalizza l’attenzione sulla formazione degli apprendisti. Il piano formativo previsto per loro deve essere delineato entro un mese dalla firma del contratto.

In ossequio all’accordo stipulato dalla Conferenza Stato-Regioni il 20 febbraio 2014, deve prevedere una durata di 120 ore per i giovani che non hanno un titolo di studio; se invece sono in possesso di diploma di scuola secondaria o di qualifica, sono sufficienti 80 ore.

Per i laureati (o titoli equivalenti) le ore di formazione previste sono 40. Le ore possono essere ridotte nel caso in cui siano stati frequentati altri percorsi formativi in precedenti esperienze di apprendistato.

Per i contenuti tecnico-professionali della formazione, si fa riferimento ai profili e qualifiche di apprendistato professionalizzante definite dall’ISFOL, mentre sono previste varie forme di insegnamento.

Oltre alla tradizionale formazione in aula, sono previsti l’affiancamento (“on the job”) e la formazione a distanza (teleaffiancamento, e-learning, ecc.).

La formazione, qualora non si sia in possesso di ambienti idonei, può essere effettuata all’esterno dell’azienda. Per la progettazione dell’esperienza formativa si può fare affidamento sul Fondo Formazienda.

In ogni caso per ogni apprendista deve essere designato un tutor, ossia un lavoratore esperto – con almeno tre anni di anzianità – in grado di trasmettere le competenze necessarie all’allievo. Può affiancarne fino a un massimo di 5.

La nuova disciplina contrattuale dell’apprendistato

Nel frattempo al CCNL del settore Turismo e Pubblici Esercizi – come già accennato – dal 1° agosto 2017 si è affiancata la “disciplina contrattuale dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e dell’apprendistato di alta formazione e di ricerca”.

L’intesa è stata firmata da Federalberghi, Faita e dai sindacati dei lavoratori Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. L’accordo fa riferimento al già citato Jobs Act (decreto 15 giugno 2015, n. 81). Che chiaramente ha introdotto altre novità in materia.

Apprendistato di primo e terzo livello

Per quanto riguarda l’apprendistato di primo livello (articolo 43), possono essere assunti giovani di età compresa fra i 15 e i 25 anni, mentre la durata del contratto non supera quella del percorso di studio (diploma o qualifica).

In pratica i contratti di lavoro, rivolti agli iscritti a partire dal secondo anno dei percorsi di istruzione secondaria, non possono andare oltre la durata di 4 anni.

Per l’apprendistato di terzo livello – riferito cioè a chi si accinge a conseguire titoli di studio universitari o di alta formazione – le assunzioni abbracciano la fascia di età che va dai 18 ai 29 anni.

Retribuzione e formazione

Mentre per la retribuzione relativa alle ore di formazione, il Jobs Act ha previsto che, nel caso in cui siano a carico del datore di lavoro, al lavoratore viene riconosciuta “una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta”, mentre per la formazione svolta nell’istituzione formativa il datore è esonerato da obblighi retributivi.

Da queste premesse – e dalla considerazione che le parti intendono ricorrere sempre più all’apprendistato di primo e terzo livello – si è arrivati all’intesa del primo agosto 2017.

Convenendo che per la retribuzione delle ore svolte presso il datore di lavoro, eccedenti quelle previste dal piano formativo, si fa riferimento – in percentuale – alla paga corrisposta ai lavoratori qualificati di pari livello: 50 % il primo anno e il secondo anno, 65% il terzo ed eventualmente il 70% per il quarto anno.

Successivamente al conseguimento del diploma, della qualifica e del diploma di istruzione secondaria superiore, il contratto può essere trasformato in apprendistato professionalizzante (nei limiti della durata prevista dall’ultimo CCNL).

  • Partita Iva 00874800949

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