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Lavorare all’estero: Australia – Parte 2

In un precedente articolo – Il lavoro in Australia – Parte 1 – abbiamo esaminato le prospettive occupazionali dell’unico Paese occidentale cresciuto durante la crisi: l’Australia.

Così, dopo aver analizzato lo scenario, i tipi di figure professionali maggiormente richieste nell’ambito turistico alberghiero ed i tipi di contratti offerti ai lavoratori, oggi affrontiamo le questioni burocratiche che permettono di mettere piede in questo lontano continente: il visto, le pratiche di richiesta valutazione professionale e lavorativa, la domanda di emigrazione.

Come abbiamo già visto per la Cina, ciascun Paese possiede i propri criteri di valutazione le proprie regole: vediamo allora insieme di cosa necessitano i laureati in fuga dall’Italia e tutti quei lavoratori che scelgono di realizzarsi in Australia.

I vari tipi di visto

Le due categorie più usate per affrontare il progetto di trasferirsi in Australia sono due:

Skilled Migration – Visto lavoro esperto (si può consultare il sito del Dipartimento Immigrazione del Governo per capire se è possibile qualificarsi riguardo all’eleggibilità di immigrazione come “skilled worker”).
Il programma “General Skilled Migration” – migrazione esperta generica – è indicato per le persone prive di sponsorizzazione da parte di un datore di lavoro che possiedono particolari capacità desiderabili in Australia. I facenti domanda devono avere tra i 18 ed i 45 anni, una buona conoscenza della lingua inglese e recente esperienza lavorativa o recente qualifica riconosciuta dalle autorità australiane nella disciplina rilevante. I facenti domanda devono inoltre possedere capacità, esperienza e qualificazioni in discipline nella lista SOL, un sistema a punti che varia a seconda della propria professione. Se la vostra professione è ritenuta desiderabile, il punteggio sarà più alto (ad esempio, uno chef prende 60 punti).

Business Migration – Visto affari
Si può ottenere un visto affari se si ha intenzione di visitare l’Australia per motivi di lavoro o se si ha intenzione di fondare una ditta in Australia. Se ad esempio la vostra azienda vi trasferisce in Australia, ottenete automaticamente un visto con l’azienda che funge da garante. Requisiti fondamentali e indispensabili per presentare una domanda di emigrazione come lavoratore dipendente in Australia sono: un’età inferiore ai 45 anni, conoscenza dell’inglese e un’esperienza professionale e lavorativa valutata ed accertata tramite apposita domanda fatta all’ autorità australiana competente per settore. Nella domanda di emigrazione occorre specificare l’occupazione per la quale si intende emigrare consultando l’apposita Skilled Occupations List (SOL). Se la qualifica occupazionale non è inclusa in questa lista è inutile fare domanda di emigrazione.

Skilled occupation List, documentazione e domanda di emigrazione

Prima di tutto bisogna quindi consultare l’Occupation List per verificare a quale delle definizioni di categoria in inglese si ritiene di potersi identificare e poi occorre successivamente controllare quale ente australiano sia disposto ad accertare i titoli e le esperienze di cui si è in possesso per decidere se con esso si possa esercitare la professione o lavorare in Australia.

La valutazione viene fatta dietro apposita domanda da presentare alla competente autorità australiana che gestisce quel determinato settore professionale e lavorativo. Occorre verificare prima di tutto che l’occupazione sia inclusa nella “Skilled Occupations List”, la lista delle occupazioni in cui ci sono le opportunità di impiego e lavoro in Australia. La documentazione da presentare per avere questa verifica e certificazione di idoneità professionale e lavorativa si basa sul curriculum scolastico e su quello lavorativo. Si richiede un titolo di studio tecnico, un diploma, una laurea o l’appartenenza a una categoria artigianale e bisogna dimostrare di avere esperienza lavorativa specializzata svolta almeno per sei mesi nel corso dei dodici mesi precedenti la domanda di valutazione. Ciò fa conseguire un alto punteggio nella graduatoria fissata dal governo australiano, cioè 60 punti. Se invece si dimostra di avere una esperienza lavorativa prendendo in considerazione diciotto mesi precedenti la domanda, di cui almeno dodici sono stati impiegati svolgendo il lavoro specializzato di cui si richiede il riconoscimento, il punteggio scende a 40/50 punti.

Ognuno può svolgere le pratiche di richiesta valutazione professionale e lavorativa e conseguentemente fare domanda di emigrazione, seguendo le istruzioni ampie e dettagliate nel sito governativo. La valutazione positiva della professionalità o esperienza lavorativa da allegare alla domanda di emigrazione vale dai 40 ai 60 punti. Il punteggio finale è di 120 punti, che possono ridursi a 110 se si opta per la residenza in zone decentrate (ma solo in quelle in cui è richiesto il tipo di qualifica professionale di cui l’interessato è in possesso).

Il punteggio è uno schema adottato dall’ufficio Immigrazione australiano per esaminare la domanda secondo uno schema standard che conferisce punti a seconda delle risposte date.

Ad esempio la conoscenza dell’inglese aggiudica dai 15 ai 20 punti, mentre quella professionale dai 40 ai 60 punti: si tratta dei due parametri più importanti per conseguire il massimo del punteggio. Ma il fatto di raggiungere il massimo, se consente di presentare la domanda con fiducia, non dà la certezza dell’accettazione. Se si ha la possibilità di studiare in Australia per conseguire una qualifica professionale o lavorativa riconosciuta, frequentando un corso di studio di almeno due anni presso un istituto riconosciuto dal governo, non è necessario sottoporsi alla valutazione preliminare poiché si può fare domanda di emigrazione alla fine del corso di studio senza dover tornare in Italia. In molti casi questa è la strada alternativa da intraprendere se si vuole perseguire con determinazione il progetto di andare in Australia per starci e risiedere.

La possibilità di avere anche un permesso di lavoro sebbene limitato a 20 ore settimanali consente di stabilire utili contatti in vista di un eventuale impiego o attività permanente da svolgere in Australia dopo aver ottenuto l’apposito visto.

Andare in Australia avendo fatto la domanda di visto apposita non significa affatto avere subito la disponibilità di un lavoro o di una attività: un conto è possedere il permesso di soggiorno in Australia per lavorare o impiegarsi, un altro è quello di avere un posto di lavoro. L’occupazione bisogna cercarsela, e se non la si trova bisogna adattarsi ad altre soluzioni lavorative che si possono svolgere regolarmente purché si possieda di un permesso di lavoro.

Tipologie di lavoro

Per identificare le opportunità occupazionali in Australia bisogna innanzitutto distinguere tra le varie tipologie di lavoro a seconda della propria situazione di visto di ingresso nel Paese. Se si ha intenzione di visitare l’Australia con il visto vacanza lavoro significa che si è giovani, flessibili e che non si resterà a lungo nello stesso posto. Il lavoro tipico disponibile è quindi altrettanto flessibile e non richiede particolari capacità o esperienza. In linea di massima i giovani che passano un anno in Australia con questo tipo di visto lavorano nel ramo turistico come camerieri, raccogliendo frutta o in fattoria. In genere si tratta di lavori pagati poco, duri fisicamente, magari svolti in destinazioni remote ma che consentono di finanziare parte della vacanza.

I concorrenti e colleghi saranno la marea di backpackers – soprattutto di origine anglosassone e nordica – che invade l’Australia per vivere in un continente diverso da quello di origine. Per trovare opportunità di lavoro simili bisogna essere altrettanto flessibili ed intraprendenti. Spesso il modo migliore è quello di presentarsi di persona e chiedere direttamente. Il fare domanda dall’Italia a mesi di distanza non produce troppi risultati a causa della incertezza sulla disponibilità delle posizioni di lavoro usando un orizzonte temporale così lungo. Per coloro che hanno intenzione di trasferirsi in Australia in modo permanente o almeno per alcuni anni, la questione visto si complica a causa delle restrizioni che l’Australia pone sulla loro elargizione. La questione lavoro è strettamente legata alla questione visto in quanto la politica di immigrazione del governo australiano ambisce a far arrivare stranieri che siano utili e possano contribuire attivamente all’economia dell’Australia: ciò significa che il lavoro che si sa già fare in Italia influenza in modo determinante le probabilità di ricevere un visto. Se la professione viene valutata come desiderabile, le prospettive dell’aspirante lavoratore di ottenere un visto migliorano molto e, una volta arrivati in Australia, le opportunità occupazionali dovrebbero essere molto buone.

La lista delle professioni richieste è molto dinamica, viene aggiornata ogni sei mesi ed include professioni e mansioni alle quali il mercato del lavoro australiano fa fatica a sopperire. Se la propria figura professionale non è tra quelle richieste, si può sempre seguire un corso di addestramento, mentre per coloro che sono ormai arrivati in Australia da tempo e quindi fanno già parte del mondo del lavoro e magari ne stanno cercando un altro, le opportunità lavorative sono tipiche di un’economia avanzata di stampo anglosassone.

Esiste una flessibilità del lavoro molto più pronunciata che in Italia e che offre opportunità di cambiare e trovare lavoro spesso: l’Australia si distingue perché, a causa delle distanze, non esiste un mercato del lavoro nazionale, bensì mercati del lavoro concentrati sulle grosse metropoli urbane. Ad esempio, chi vive a Melbourne in genere cerca lavoro a Melbourne. Non si interessa al mercato del lavoro di Sydney perché gli 800 km di distanza ne fanno in pratica una nazione diversa, a meno che non si voglia emigrare internamente.

Il Visto di Lavoro per l’Australia non è mai subito disponibile. Il governo australiano è accessibile dall’Italia, in questa materia, solo attraverso internet al sito: http://www.immi.gov.au./ .
Dopo il governo australiano solo gli Agenti di Emigrazione sono autorizzati a dare informazioni sulla questione visti. Si tratta di una categoria di professionisti autorizzati dal governo australiano, iscritti in un apposito albo. Dietro pagamento, questi agenti offrono la consulenza sulla complessa materia concernente i visti di ingresso in Australia.

Conclusioni

In definitiva un’esperienza di lavoro in Australia può essere condotta tramite diversi tipi di visti:

● Visto vacanza e lavoro: disponibile per persone tra i 18 e i 30 anni di età. Questo visto consente di rimanere in Australia per 12 mesi e di poter partire e ritornare un numero illimitato di volte durante il periodo di validità del visto. Si può lavorare full time su tutto il territorio australiano per un massimo di 6 mesi per ogni datore di lavoro e si può studiare per un massimo di 4 mesi. Il visto è rinnovabile se si lavora per almeno 88 giorni nel settore primario, come ad esempio nelle farm delle zone rurali australiane. Se si ha intenzione di lavorare per la maggior parte della permanenza in Australia è quindi poreferibile fare domanda per un diverso tipo di visto.

● Visto Studente: la durata varia in base al corso di studio associato, a cui viene aggiunto un periodo extra di un mese a fine corso. Consente di lavorare part time per 20 ore settimanali durante lo svolgimento dei corsi e full time nelle settimane di pausa dal corso e a fine corso. Adatto a chi ha già compiuto 31 anni e non ha più a disposizione un visto Vacanza Lavoro.

● Visto Permanente: la maggior parte dei lavori sono temporanei, ma è possibile prolungare la propria permanenza ottenendo un’eventuale “sponsorship” dal proprio datore di lavoro. Una sponsorship si ottiene generalmente dopo aver dimostrato le proprie capacità sul campo al proprio datore di lavoro australiano e proprio per questo motivo nella maggior parte dei casi non può prescindere da un arrivo in Australia con un visto temporaneo. Il modo più facile per trovare lavoro è sviluppare una propria rete di contatti. In città come Sydney o Brisbane, Melbourne e Perth il passaparola funziona benissimo, soprattutto per lavori temporanei nella ristorazione. Per molti lavori, soprattutto nel settore hospitality, è sempre meglio presentarsi di persona.

● Visto famiglia: se avete un parente stretto che è un cittadino Australiano o è un residente permanente, potete essere sponsorizzati da questi.

● Visto turismo: se volete visitare l’Australia come turista per un periodo non superiore ai tre mesi potete ottenere online un ETA disponibile a tutti i possessori di un passaporto italiano.

In conclusione, se si ha intenzione di cercare lavoro in Australia, bisogna mettere in conto la positività di una tale esperienza, anche se le questioni burocratiche possono spaventare: investire all’estero nel proprio futuro è sempre e comunque una saggia scelta di vita, sicuramente importante sia per il proprio Curriculum, sia per il proprio bagaglio personale.

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