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Le donne, gli uomini e il turismo: scopriamo i vertici di questo triangolo

Gli uomini e le donne: due facce di una stessa medaglia che, lavorando insieme, possono far vincere al turismo tante medaglie. L’occupazione femminile ha preso sempre più piede nel turismo. Ma questo che impatto ha avuto, avrà e dovrebbe avere su questo settore professionale? È proprio necessario che venga creata una netta contrapposizione tra “il lavoro delle donne” e “il lavoro degli uomini”? Il viaggio verso il successo, ottima meta per un settore sempre in fermento come il turismo, sarebbe di certo più veloce e anche più proficuo se fatto sotto il segno della collaborazione reciproca.

Uomini e donne nel turismo: è proprio necessaria la guerra dei sessi?

Si fa un gran parlare del lavoro delle donne nel turismo, di come questo settore si sia aperto alla forza lavoro femminile, di quanto l’apporto fornito dall’impegno delle donne. ma il valore del lavoro rosa nel turismo deve necessariamente essere elogiato in contrapposizione alla forza lavoro maschile? No di certo. Il segreto, infatti, sta più che altro nel riuscire a rendere le eventuali differenze legate al sesso di appartenenza non un limite, non uno svantaggio, ma un valore. Le differenze sono risorse. Il mondo del turismo, del resto, sa bene come la diversità sia un bene: un’offerta turistica spesso è tanto più valida quanto più è varia; è tanto più allettante quanto più è ampio il ventaglio di possibilità offerte. Nel lavoro connesso al turismo dovrebbe funzionare allo stesso modo: le doti più comunemente associate al mondo femminile non dovrebbero entrare in contrasto ma dovrebbero anzi completarsi a vicenda, arricchirsi.

Il turismo è per certi versi una vera e propria industria e al tempo stesso un gigantesco marchingegno dove ogni singola vite, ogni singolo bullone, deve essere sistemato alla perfezione affinché la macchina funzioni. ciò non è possibile se tra le diverse parti non c’è coesione. Gli uomini e le donne impiegati in ambito turistico non devono dimenticarsi di impegnarsi per rendere il viaggio professionale del collega – uomo o donna che sia poco importa – un’avventura costruttiva così da procedere, insieme, facendo del lavoro di gruppo un’importante arma, verso il successo dell’azienda turistica per cui si lavora.

Non solo rosa: la qualità del lavoro femminile nel turismo

Altro aspetto da tenere in considerazione è che aprire le porte del lavoro in ambito turistico alle donne non deve essere vissuto come un “dovere”, ma come un assoluto “piacere”. Le donne, infatti, devono essere innanzitutto valutate in base alle proprie capacità individuali senza distinzioni basate sul sesso di appartenenza. La scelta di assumere una donna deve essere una scelta in nessun modo influenzata dal fatto che la candidata sia una lei: una donna deve essere assunta perché meritevole, perché adatta per quel ruolo, perché abbastanza preparata da essere pronta per affrontare una sfida professionale. Ma poi, così come per essere assunta ha dovuto far leva solo sulle sue forze, è anche giusto che nel corso della sua carriera professionale riceva lo stesso trattamento dei colleghi maschi e possa avere la stessa possibilità degli uomini di avere accesso ad avanzamenti di carriera, aumenti e altro.

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