Figure professionali

Dall’Instagram sitter all’Ancillary manager: le 5 nuove professioni del turismo

Da sempre il turismo rappresenta un mondo in costante evoluzione.

Il modo in cui si viaggia, e cosa si cerca quando lo si fa, sono lo specchio della società in cui si vive.

E quando questa cambia, di conseguenza, si modifica anche il concetto stesso di vacanza che le persone desiderano organizzare.

Sia che si tratti di un soggiorno di piacere, sia che si parta per affari, i viaggiatori nel corso dei decenni hanno espresso necessità differenti.

A dare una spinta ulteriore a questa naturale tendenza, ha contribuito in maniera decisiva l’avvento del digitale. Che, ad esempio, ha spinto sull’acceleratore del turismo digitale.

Che ha rivoluzionato completamente il settore, in tutti i diversi ambiti, ridisegnando i desideri dei turisti e le modalità di approccio al viaggio.

Molte professioni tradizionali hanno cambiato pelle, come quella dell’operatore di agenzia di viaggi. E accanto a queste ne sono nate di nuove.
Alcune delle quali, a volerle costruire a tavolino, si sarebbe fatto fatica anche solo a immaginarle.

Eppure esistono e, cosa ancora più importante, pare funzionino piuttosto bene.

1 – L’instagram sitter

Tra le ultimissime figure emergenti, ad esempio, c’è l’Instagram sitter.

Chi è e cosa fa? Come suggerisce anche il nome, è un professionista che si prende cura del nostro profilo IG – al posto nostro – mentre noi ci godiamo le vacanze.

La moda di documentare le giornate a colpi di post oggi è diventata una vera e propria necessità, non solo per gli influencer e i blogger.

Il motto del “se non lo fotografi, allora non è successo” ha preso definitivamente piede nelle vite di tutti.

Ma questo rischia di farci perdere di vista l’importanza di vivere il momento, perché troppo impegnati a immortalarlo.

In viaggio, perciò, magari vorremmo prendere un periodo di pausa dalla routine quotidiana. Social network compresi.

Ma allo stesso tempo potremmo voler condividere con gli amici – o con i followers – le bellezze del luogo in cui ci troviamo.

Ecco che a risolvere questo dilemma arriva l’Instagram sitter.

La vacanza scatto dopo scatto

L’idea arriva dalla Svizzera, dove una catena di hotel ha lanciato il servizio mettendolo a disposizione dei propri ospiti.

Che hanno avuto la possibilità di rilassarsi lasciando i propri profili nelle mani di 16 influencer professionisti.

Questi ultimi hanno creato per loro i post perfetti. Foto in piscina, scatti dei piatti gourmet del ristorante, scorci di paesaggi incantevoli.

Ma anche video e Stories delle esperienze più emozionanti o divertenti offerte dal luogo.

Il tutto accompagnato da didascalie realizzate ad arte per raccontare la vacanza, passo dopo passo.

Con la possibilità, inoltre, di commentare e rispondere ai commenti per conto dell’utente.

Un servizio personalizzato, studiato di concerto con il cliente per assicurare contenuti in linea con l’account.

In grado, cioè, di rispecchiare il più possibile passioni, gusti personali e interessi del profilo preso in carico.

L’esperimento è piaciuto così tanto che, dopo il lancio, l’idea ha vinto il premio ‘Best of Swiss Web’ nella categoria ‘Digital Media Campaigns’.

2 – Il Tour experience manager

Questa figura nasce sulla scia del successo crescente che sta ottenendo il turismo esperienziale, che all’importanza della meta preferisce quella del modo in cui si vive il territorio.

Affrontare la vacanza come se non si fosse un turista, ma un residente del posto. Ovvero entrare in contatto diretto con la cultura, le tradizioni, la storia, il cibo e le persone.

Una prospettiva bella e accattivante, ma che nella pratica è meno semplice da realizzare di quello che può sembrare.

Proprio di questo si occupa il Tour experience manager, che costruisce un’esperienza di viaggio cucita addosso al turista.

Studiandone le richieste, le esigenze e gli obiettivi per poter includere nel ‘pacchetto di viaggio’ attività attinenti alle sue passioni e ai suoi interessi.

L’obiettivo, quindi, non è più promuovere la visita ai principali monumenti, ai musei, ai parchi, ai punti di interesse storico o artistico. O meglio, non solo.

Alla scoperta del lato più intimo della meta

Il Tour experience manager, insomma, contribuisce a far sentire il viaggiatore parte integrante della meta prescelta.

Aiutandolo a coglierne il lato più autentico e intimo, attraverso l’organizzazione di attività mirate che l’utente non avrebbe modo di ‘scovare’ da solo.

Legate sia alla scoperta degli usi e dei costumi, sia alla vita di relazione con i residenti.

Qualche esempio? Se la località è famosa per i suoi merletti, il Tour experience manager può proporre dei corsi di ricamo.

Se, invece, la città vanta una ricca tradizione gastronomica, un’idea valida può essere quella di suggerire la partecipazione a un corso di cucina. O, ancora, un’esperienza da ‘apprendista’ nei laboratori artigianali.

Per favorire l’inserimento nel tessuto sociale dei viaggiatori, invece, si può favorire la frequentazione dei punti di aggregazione degli abitanti. Come, a titolo esemplificativo, circoli e associazioni culturali.

Ma anche il mercato cittadino, le feste popolari, le ville comunali.

3 – Ancillary manager

In un mondo in cui il viaggiatore non cerca più solo il soggiorno, il settore ‘Ancillary’ – ossia quello dei servizi complementari – è in forte ascesa.

L’Ancillary manager è la figura che gestisce l’offerta di questi servizi. Elabora un ‘menu’ di offerte extra da sottoporre all’utente e ne cura l’organizzazione e la promozione. Insomma, lo traduce in business.

Si tratta di una strategia che consente agli operatori turistici di incrementare notevolmente il volume d’affari. E che può essere applicata da tutti gli operatori del segmento travel & hospitality.

Per le agenzie di viaggio, ad esempio, funzionano servizi extra come la sottoscrizione di un’assicurazione di viaggio. Oppure la prenotazione del parcheggio all’aeroporto o di uno specifico servizio di trasporto.

I Bed & Breakfast possono puntare sulla prenotazione di escursioni, ingressi a circoli sportivi, visite guidate.

Negli hotel sono molto gettonati i pacchetti wellness e Spa o anche le lezioni di sport e personal trainer.

Il catalogo delle attività complementari è potenzialmente infinito: di tutto questo, si occupa l’Ancillary manager.

4 – Consulente per la sostenibilità ambientale

Il turismo sostenibile ha preso sempre più piede, negli ultimi anni, e continuerà a crescere in futuro.

Nei viaggiatori sta aumentando la consapevolezza dell’importanza di tutelare l’ecosistema, e gli operatori devono tenerne conto. Puntando a ridurre l’impatto ecologico.

Il Consulente per la sostenibilità offre il supporto necessario per progettare tutti gli interventi mirati ad aumentare il livello di attenzione all’ambiente.

Suggerire, ad esempio, le modalità per ridurre i consumi elettrici attraverso l’efficientamento energetico o il ripensamento degli impianti di illuminazione.

Indicare le strategie per ottimizzare i consumi idrici e la gestione delle acque reflue o cambiare le pratiche legate allo smaltimento dei rifiuti.

Promuovere l’utilizzo di materiali naturali, prodotti biologici e alimenti a filiera corta, impostando un sistema corretto per tagliare gli sprechi.

Oppure studiare le modalità per incoraggiare l’uso di mezzi di trasporto alternativi e non inquinanti, come la bicicletta.

A includere tutti questi aspetti in una visione unitaria pensa proprio il Consulente ambientale.

5 – Digital business analyst

Ogni volta che navighiamo online lasciamo traccia della nostra attività sotto forma di dati.

La raccolta e l’analisi di questi dati rivelano cosa abbiamo cercato sul web, quali siti abbiamo visitato, quando e come ci siamo spostati da un sito all’altro.

Nel mondo del business, le tracce che lasciamo come potenziali consumatori sono preziose. Perché indicano le nostre preferenze e i nostri desideri.

Saperli interpretare significa riuscire a prevedere le prossime tendenze, ma anche capire su cosa intervenire per attrarre nuovi clienti.

L’analisi dei dati di vendita o delle campagne social e pubblicitarie di una struttura ricettiva. Ma anche i collegamenti ai siti e i click che il viaggiatore effettua quando prenota una vacanza. Sono chiavi importanti per capire quale direzione prendere.

Se rivolgersi alle famiglie o agli amanti del turismo del lusso, se promuovere i soggiorni di breve, media o lunga durata, se sviluppare il segmento wellness o l’enogastronomico.

Il Digital business analyst aiuta a sfruttare al meglio le informazioni contenute nei Big Data, così da non disperdere le energie.

Commenti dei lettori

Nessun commento su questo articolo

Lascia la tua opinione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*