Strumenti e Utilità

Passaporto europeo per lavorare nel turismo e nell’hospitality

È destinato a riscuotere ampi consensi sia tra chi è in cerca di occupazione, sia tra gli stessi datori di lavoro. Parliamo del Passaporto europeo delle competenze nei settori dell’hospitality e del turismo, lanciato di recente dalla Commissione europea attraverso Eures, il portale europeo della mobilità professionale, in collaborazione con Hotrec (l’associazione europea che rappresenta le strutture alberghiere e ristorative) e l’Effat, la Federazione sindacale europea degli addetti dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e del Turismo.

Il vantaggio di questo nuovo strumento – un vero e proprio punto di incontro tra domanda e offerta di lavoro – è doppio: da un lato agevola i giovani nella ricerca di un impiego, dall’altro permette alle imprese del settore non solo di individuare con maggiore rapidità le figure professionali richieste, ma anche di avere la certezza di affidarsi a persone che hanno le competenze giuste per svolgere determinate mansioni.

L’ideale per chi desidera fare un’esperienza all’estero

L’idea concepita dalla Commissione europea offre dunque un invitante assist a quei giovani desiderosi di fare esperienze lavorative all’estero, tra l’altro in un settore in costante crescita ed evoluzione e dunque dalle ottime prospettive occupazionali.

Buona conoscenza delle lingue a parte, per conseguire il passaporto europeo della competenze nel settore dell’accoglienza è necessario specificare di avere le caratteristiche necessarie per ricoprire tali ruoli.
La raccolta di dati organizzata sul portale Eures permette di dare risposte esaurienti soprattutto alle imprese del settore in cerca di figure professionali da inserire nelle loro attività. Spesso, infatti, un semplice curriculum non rende l’idea.

Come ottenere il passaporto

Creare il proprio passaporto è un gioco da… ragazzi. Una volta inseriti i dati anagrafici, si possono selezionare le proprie competenze da un elenco (naturalmente quelle inerenti il settore ricettivo, che saranno automaticamente tradotte nella lingua desiderata) e successivamente aggiungere le esperienze lavorative avute fino a quel momento e i titoli o le qualifiche professionali ottenute attraverso specifici percorsi formativi.

Per chiarirsi meglio le idee è anche possibile dare un’occhiata a questo video.

La soluzione giusta anche per chi offre lavoro

Tutto questo, come detto, facilita notevolmente il compito di chi è interessato a offrire lavoro: il passaporto europeo, infatti, permette di ampliare notevolmente il bacino all’interno del quale selezionare personale. Al tempo stesso consente di avere a disposizione un ventaglio più ampio di qualifiche e dunque più indicate per ricoprire ruoli particolari, più specifici.

Per dirla in altre parole: un giovane specializzato nell’accogliere gli ospiti al loro arrivo in albergo, di certo non sarà messo a caricare e scaricare valigie. O ancora: se un giovane ha la qualifica di barman non sarà spedito davanti ai fornelli. Insomma: il passaporto europeo – erede della ormai obsoleta lettera di presentazione – è davvero destinato a semplificare la vita a tutti.

A maggior ragione perché “vive” solo ed esclusivamente sul web. Dove? Basta bussare alla porta di Eures e vi sarà aperto. O, meglio, davanti a chi è in cerca di lavoro si apriranno molte opportunità. Soprattutto per coloro che amano viaggiare e conoscere nuove posti.

Un motivo in più per imparare le lingue straniere

Al tempo stesso – altro elemento da non trascurare affatto – almeno indirettamente si ha la possibilità di perfezionare la conoscenza delle lingue straniere. In effetti dover parlare necessariamente la lingua del Paese ospitante aiuta non poco a mettere in pratica o a rispolverare quanto appreso tra i banchi di scuola.

Prima di conseguire il passaporto e partire per questo affascinante viaggio nel mondo del lavoro, un’ultima raccomandazione: non “bluffare” quando si compila il form, vi fareste una pessima pubblicità nel mondo datoriale. Al contrario date il massimo quando vi sarà offerta un’opportunità lavorativa: saranno i vostri stessi datori a confermare le vostre capacità e quindi ad ampliare le vostre chance di ottenere un’assunzione anche in futuro.

Per ulteriori info: Eures

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